“God Save the EdgeRank” — (and monkeys too…)

Ma voi non vi siete accorti di nulla? Su Facebook intendo…
Perché se non ve ne siete accorti allora ve lo dico io: Facebook ha cambiato di nuovo l’algoritmo.
L’ha fatto a partire dal 12 marzo, ma pareva che la cosa avrebbe dovuto riguardare solo le pagine, gli account inattivi, e l’edgerank.

Cosa significa tutto questo?

Dunque, per chi è del tutto estraneo ai fatti, sappiate che su Facebook, così come su qualsiasi altro social, le cose non capitano mai per caso e che non tutti vedono tutto.
Alcuni post sono messi bene in mostra sulla home, mentre altri hanno una visibilità pari a zero.
Ma chi decide cosa e quanto farci vedere? Chi decide le priorità?
Lo decide l’EdgeRank, che altro non è che un algoritmo matematico che stabilisce in termini di quantità e qualità quale peso e quale valore attribuire ad ogni contenuto pubblicato su Facebook. Un mero procedimento di calcolo matematico, molto complesso, che di fatto si rivela una sequenza ordinata e finita di istruzioni per risolvere un determinato problema. A cosa porta? A determinare chi vede-cosa e con che priorità.
Più interazioni ci sono o ci sono state tra noi e un’altra parte, e maggiore sarà la probabilità che i nostri post vengano visualizzati da questa all’interno della sezione Notizie Più Popolari, e viceversa. Anche le interazioni hanno un peso e un valore, così come ce l’hanno la cronologia dei post, quanto un profilo si mantiene attivo oppure no, il tipo di parole che utilizziamo, le menzioni, gli hashtag, i link, e via di seguito.

In poche parole siamo tutti sulla ruota panoramica, lei va (come vuole lei) e noi ci divertiamo, chi più, chi meno.
Chiaramente non ci è dato sapere quale sia per l’esattezza questa formula magica, altrimenti le aziende per promuoversi non dovrebbero sudarselo tanto questo famoso engagement o, per usare il termine italiano, questo famoso coinvolgimento di pubblico. Si affretterebbero a risolvere l’enigma e il gioco sarebbe bello e che fatto.

Da metà marzo però qualcosa è cambiato anche nei nostri profili personali, che nulla avrebbero a che spartire con le pagine, le aziende e i vari brand. Leggo post di amici che si lamentano di ricevere conferme a richieste di amicizie che non avrebbero mai inviato, e io pure. O che dicono di leggere notizie sulla home che riguardano persone che erano sì amiche, ma che prima non uscivano mai. Ora invece sono spariti gli aggiornamenti di altri amici, che prima vedevamo sempre, tant’è che iniziamo a pensare: “starà male, aspetta che vado a dare un’occhiata…”, e invece no, per fortuna tutto bene, sano e salvo e scrive sempre, anche un’ora fa, ma a noi non è apparso nulla.

Come mai?

So per certo che niente su Facebook è dato al caso e che ogni meccanismo è calibrato, ma calibrando un po’ più a destra si altera l’equilibrio di sinistra, e le cose non funzionano più così come funzionavano prima. E adesso pare funzionino poco, o perlomeno non come piace a noi. Il fatto è che prima di salire su una ruota panoramica sarebbe bello sapere se questa va troppo veloce per noi, se i seggiolini sono sicuri, se pioverà a dirotto, e se, in caso di rottura di qualche meccanismo, c’è qualcuno pronto a ripararla, e a ripararla in fretta. Perché far scendere la gente in corsa non è una cosa bella, e non dà gloria neanche alla giostra.

Masha f.

masha fedele facebook edgerank

“God save the EdgeRank” — (and monkeys too…)

 

Fonti: https://mashafedele.com/, http://www.marketingkmzero.it/, http://www.domenicopuzone.com/

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