Spotify o Deezer? Cosa sono e con quali differenze

Spotify e Deezer sono due servizi distinti di streaming musicale, ovvero due servizi che ci permettono l’accesso ad un numero considerevole di brani per farceli ascoltare liberamente e a nostro piacimento, a patto di avere una connessione internet.
Deezer è un servizio francese (sito internet http://www.deezer.com/it/) mentre Spotify è inglese, anche se di origine Svedese (https://www.spotify.com/it/).
Entrambi si basano sullo stesso principio che è quello di offrire agli utenti la possibilità di ascoltare la musica in mobilità attraverso un’apposita App per smartphone e tablet, sia per sistemi operativi iOs che Android.

Attraverso queste applicazioni e dopo essersi registrati ed aver creato il proprio Account, è possibile ascoltare  musica on demand  attraverso qualsiasi dispositivo in grado di connettersi ad Internet.
Non è più necessario scaricare i brani sul proprio cellulare e quindi occupare un numero notevole di giga di memoria, perché tutto è sempre disponibile online, suddiviso secondo gusti e preferenze, ed ogni brano può essere ascoltato “in prestito”, senza doverlo possedere, quando si vuole ed in presenza di una connessione internet wifi , 3G o 4G (anche se entrambi offrono poi  la possibilità di poter ascoltare alcuni brani in modalità offline, ovvero senza connessione).
Entrambe le App hanno un aspetto funzionale, anche se sono un po’ più scarne su Android rispetto ad iOs, e offrono un menu intuitivo raccolto sull’homepage attraverso il quale è possibile accedere a tutti i servizi.

La musica può essere visualizzata per artista, album, etichetta, genere o playlist così come si può effettuare una ricerca diretta.
Si possono creare playlist e quindi brani che poi possiamo ascoltare secondo una sequenza da noi stabilita, oppure archiviarne altri come “preferiti”.
A tutte e due si accede dopo essersi registrati ed aver creato un proprio account, proprio come come un qualsiasi Social Network, quindi con user-id e password. Ma è possibile e soprattutto più facile effettuare l’accesso utilizzando le stesse credenziali dell’Account Facebook.

Per quanto riguarda i numeri, Deezer propone una libreria musicale di 25 milioni di brani, Spotify “solo” 20 milioni, ma promette di implementare presto l’offerta.
In questi giorni le agenzie di stampa danno notizia di uno storico sorpasso di Deezer rispetto a Spotify e pare che questo sia dovuto al fatto che abbiano deciso di differenziarsi attraverso proposte musicali create da persone fisicamente presenti nei Paesi in cui Deezer è diffuso e che ascoltano ogni settimana le novità delle case discografiche analizzando i feedback degli utenti. Possono così proporre brani in linea con i gusti di quel Paese, per questo Deezer rispetto a Spotify offre oggi una playlist che raccoglie i brani più ascoltati dagli utenti di quella nazione, suddivisi per genere.
Spotify al momento continua a basare le sue proposte secondo alcuni algoritmi che privilegiano le scelte musicali della maggior parte dei suoi utenti. Un metodo efficace sì, ma più impersonale e quindi poco preciso.

Ovviamente come tutte le cose, entrambi hanno un costo.
Dapprima ci lusingano facendoci provare il pacchetto premium in forma gratuita, poi chi chiedono una fee di 9,90 €  al mese per avere l’accesso alla piattaforma completa senza la pubblicità tra un brano e l’altro, oppure 4,99 € per l’ascolto illimitato di musica in alta qualità solo da PC senza interruzioni pubblicitarie.
Sono  entrambi gratuiti solo se vengono utilizzati da PC e solo se ci sciroppiamo le loro interruzioni.
Se ci chiediamo se sia meglio ascoltare la radio non dimentichiamo che  la radio sceglie per noi, mentre qui scegliamo noi cosa ascoltare, a patto di sorbirci gli spazi pubblicitari.

Troppo costosi come servizi? Dipende.
Dipende da quanta musica ascoltiamo in mobilità, da che genere (se rientra o meno nei 25 milioni di brani offerti), da quanta ne compriamo abitualmente, e sostanzialmente da che valore hanno per noi 10 euro al mese, anzi, “altri” 10 euro oltre a quelli che già spendiamo per i vari servizi di telefonia e abbonamenti vari.

Attenzione però: l’accesso tramite Account resta qualcosa che ci identifica sempre, soprattutto se utilizziamo le credenziali di Facebook.
A questo modo infatti i nostri gusti vengono di default condivisi online, come le nostre playlist o quello che stiamo ascoltando al momento.
Le nostre preferenze quando sono condivise sono un mezzo per poter dare agli altri un’idea di noi e permettere di identificarci attraverso i quelli che sono i nostri gusti.
Lo vogliamo davvero tutto questo? Se non lo vogliamo, utilizziamo le dovute cautele.
Per impedirlo non ci resta che smanettare e togliere queste opzioni di condivisione, così manterremo la nostra privacy.

Per il resto, meglio Deezer o Spotify? Come dicevano i latini “de gustibus non disputandum est” ovvero i gusti non si possono né discutere né stabilire. Solo a voi la scelta, e vinca il migliore.

Masha f.

 

Fonte: www.mashafedele.com –  11 giugno 2013

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